Indice degli interventi Download atti (.pdf/1,25MB) Home
IL PROGETTO GALILEO, SFIDA MULTIDISCIPLINARE - Dibattito
Profilo Umberto Giovine - Presidente Onorario Navigate Consortium
Per la prima volta abbiamo avuto in questo panel una descrizione molto dettagliata e molto aggiornata di Galileo e quindi penso che di questo dobbiamo essere grati ai partecipanti al panel. E’ opportuno forse sull’ultima fase degli interventi, sia dell’ing.Viriglio che del dottor Marconicchio, dopo la precisazione generale fatta per l’ESA dall’ing. Nespoli, quello cioè dell’Agenzia, spendere qualche minuto. Perché l’intervento, mi pare dell’ing. Marconicchio, ha allargato quello che l’ing. Viriglio aveva definito alla fine un dissidio campanilistico in Italia. Senza avere niente contro i campanili, io mi permetto di dissentire. Il dissidio nel caso specifico tra due aree geografiche, quella di Roma-Lazio e quella di Milano-Lombardia, non è campanilistico, è di sostanza e si riferisce per l’appunto alla distinzione fatta dall’ing. Marconicchio. Negli anni scorsi è partita un’idea, a mio avviso del tutto sbagliata, che l’Agenzia dovesse diventare un luogo fisico, dove si tirano su dei muri, si fanno delle pianificazioni territoriali, gli si da un nome, mettiamo Tiburtina Valley, e il gioco è fatto. Così è andata avanti, nell’indifferenza totale, la prima proposta quella che peraltro non ha trovato e non trova nessuna traccia negli atti parlamentari o governativi. Ed è meglio, secondo me, che sia così. Perché giustamente, come ha detto Marconicchio e come si capisce dalla relazione molto dettagliata di Viriglio, qui non siamo di fronte ad un ente di gestione che si trova nella palazzina X insieme al capannone Y. Si tratta di una struttura in rete, una struttura che è in rete per forza di cose come tutto oggi è in rete e a maggior ragione trattandosi di un sistema come Galileo. Di qui la proposta lombarda: la proposta lombarda è l’opposto di quella romana. Non si basa, quindi, su una localizzazione fisica, come se si trattasse di creare un centro comune di ricerca o la FAO o l’ente per la formazione a Torino, ma punta l’attenzione sulla concentrazione dell’utenza potenziale di Galileo, cioè di quelli che saranno gli utenti che quindi, presumibilmente, rappresentano anche il maggior supporto, anche economico, nella fase di sviluppo in cui i privati entreranno al progetto Galileo stesso. Perché è vero, com’è vero, che fino alla ministeriale di Edimburgo dell’ESA noi non siamo sicuri se la metà della partecipazione all’impresa comune, cioè quella dell’ESA, arriverà diciamo con i soldi in mano. Ma una cosa è sicura, perché questa sì è stata ribadita in tutte le decisioni a livello europeo, che ad un certo punto – mettiamo adesso il 2004-2005 – si comincerà davvero a parlare di partnership pubblico-private o comunque di una penetrazione dell’interesse privato, del capitale privato nell’impresa comune che va a chiamarsi Galileo. Quindi, ad un certo punto – e non molto tardi – si dovrà bussare a casa di chi? Delle aziende, delle aziende di logistica di tutti coloro che hanno un interesse allo sviluppo di quello che molto bene l’ing. Viriglio ha definito come quello che si prevede nel business plan generale di Galileo dal punto di vista del terminale di terra dei servizi, eccetera. Questo è quello in cui dobbiamo, fin da ora, attirare le aziende. E quando si parla di attirare le aziende, si parla del nord dell’Italia. Ovverosia, a nostro avviso, questa struttura che si chiama Galileo Agency, ma che giustamente, poi, fa riferimento a due diverse qualità di operatori, una che chiamerei di carattere giuridico-finanziario e l’altra, invece, operatore tecnico deve stare da qualche parte in cui porti un valore aggiunto. Cioè, se la metto nel nord del Portogallo, potrò avere un interesse geografico, ma certamente non porto nessun valore aggiunto. Ecco, questo, mi permetto di ridefinire quindi la definizione di campanilistico data da Viriglio, collocandola proprio nel suo schema: dico no, qui non è campanilismo, qui è un concetto diverso, in rete. Per esempio la Lombardia dopo aver, con la Regione Piemonte e la Regione Veneto, fatto un collegamento in modo da assicurarsi l’appoggio di queste Regioni, ha cominciato a lavorare sui lander tedeschi e su altre regioni francesi per combattere la logica Anni Cinquanta per cui queste cose vengono decise a livello esclusivamente di Stati nazionali. Così come Galileo è una rete da un punto di vista tecnico, deve poter essere anche una rete dal punto di vista della rete di regioni, di motori di Europa che la sostengono: Lombardia, Rhone Alpes, Baden-Wurttemberg, Baviera, Catalogna. Noi vediamo questa – quando dico noi devo dire quelli che hanno sostenuto questa tesi – come un’occasione non solo per sviluppare Galileo con opportuni finanziamenti privati al momento in cui questo sarà possibile, ma anche come un modo per presentare un approccio federalista, regionale in rete ad una grande decisione europea. Detto questo, e mi scuso per la lunghezza ma bisognava poi anche spiegarlo nei particolari, è anche vero che il problema è rinviato non a data da destinarsi, ma certamente in là nel tempo. Nel momento in cui l’Unione Europea d’accordo con l’ESA ha deciso di creare un’impresa comune, quindi privilegiare l’elemento giuridico rispetto all’elemento di Agenzia, un’impresa comune il cui capitale è già integralmente coperto da una parte dall’Unione Europea, dalla Commissione, dall’altra parte dall’ESA, non c’è ancora la possibilità di parlare realmente di Agenzia. C’è quindi tutto il tempo di meditare su questa diversità d’impostazione dell’Agenzia in rete fino a quando, effettivamente, nello scenario che deve essere già completato nel 2008 verrà fuori lo schema che l’ing. Viriglio ci ha presentato. Grazie.

Aldo Scotti - Arianespace
No, io volevo semplicemente completare, direi, la presentazione così ben fatta dall’ingegner Viriglio sugli aspetti tecnici. Un po’, come tutti gli intervenuti hanno presentato, il sistema Galileo è un sistema estremamente complesso da un punto di vista tecnico, da un punto di vista normativo e via dicendo. Direi che nel complesso del programma Galileo c’è un nocciolo duro che dà, effettivamente, direi l’elemento chiave del programma, ed è la presenza di Arianne. Perché, signori miei, questi satelliti in orbita bisogna portarceli, non possono stare per terra. E’ proprio la presenza di Arianne che permette all’Europa di poter alzare la testa e dire: vado per un programma indipendente, perché ricordate che agli inizi del programma Galileo, la prima mossa degli americani è stata quella di allargare la capacità di GPS per l’utilizzazione del sistema stesso. Quindi, abbiamo investito nel programma Arianne già da trent’anni, ripeto quello che io continuo a ripetere quando vengo in Europa: Arianne è l’elemento fondamentale dell’indipendenza dello spazio europeo. Se oggigiorno ci sono delle aziende europee come Alenia che si candida come prime è anche grazie al fatto che l’Europa è indipendente nell’accesso allo spazio, questo è un elemento fondamentale. Noi in Arianespace ci stiamo preparando a lanciare Galileo. La nostra strategia di lancio è basata sull’utilizzazione di due lanciatori Soyuz che staranno partendo da Baiconur ora, il lancio dei satelliti i prova del sistema Galileo. Seguiremo poi con tre lanci di Arianne 5 nella nuova versione che stiamo sviluppando che permetteranno in circ’0a, diciamo, 12-18 mesi di mettere tutta la costellazione in orbita perché con l’Arianne 5 riusciamo a lanciare 8 satelliti Galileo per volta. Quindi, io sto diventando un pochettino un specie di apostolo di Arianne qui in Italia, non mi stanco di dire: l’accesso allo spazio è l’elemento chiave dell’indipendenza dell’Europa nei programmi strategici. Grazie.

Franco Malerba - Astronauta
Una domanda l’avevo… Da una parte abbiamo sentito che Arianne cerca di diventare sempre più potente per mettere in orbita tanti satelliti da 700 chili, sembrerebbe che dovrebbe diventare soprattutto più agile e credo che Scotti ci abbia dato la risposta in questo senso, dovrà riuscire a mettere più satelliti in più orbite con un solo lancio. L’altra osservazione che vorrei fare è questa: suggerirei una variazione semantica alla parola ”indipendenza” dell’Europa, tra l’altro, la decisione sul Galileo è stata presa dal Consiglio e dal Parlamento Europeo su proposta della Commissione. Una piccola precisazione che mi riguarda perché ero relatore al Parlamento Europeo su questo progetto, ma nelle conversazioni con gli americani non c’è mai stato il problema della indipendenza anzi, gli americani hanno addirittura piacere che ci sia un altro sistema in modo da poter usare in modo più indipendente il loro. Quindi, è la parola sovranità che dovrebbe essere usata, la quale non ha nessun contenuto di, come dire, temuta ostilità da parte dell’altro. E’ la sovranità di uno stato, di un’entità politica che si dà i mezzi per esercitare la sua sovranità. Grazie.

Profilo relatori
Giuseppe Viriglio - Amministratore delegato Aleania Spazio
No, no. Io, giustamente l’on. Giovine ha sottolineato quello che era stato per me, più che altro, una battuta sul fatto che c’erano state delle richieste da diverse parti di avere la collocazione dell’Agenzia. Il quadro che io ho presentato che, poi, è soggetto a possibile mutamento in futuro vedeva, comunque, fino ad un certo periodo di tempo, una definizione di un’Agenzia, che è quella verde sopra, che avrebbe dovuto poi coordinare quelle che erano le attività dell’operatore così come doveva coordinare l’attività di quello che era il proprietario della infrastruttura. E’ chiaro che gli aspetti, come ho cercato di dire prima, per quanto riguarda l’infrastruttura di terra, Galileo ha una molteplicità di sedi, di attività non ultime quelle che devono rendere. Quindi quelle sotto in blu e in verde cioè tutte quelle attività che si riferiscono alla relazione con l’utilizzatore finale, cioè è chiaro che gli utilizzi non sono uno solo. Ci sono utilizzi in campo aeronautico, in campo navale, in campo terrestre, in campo di sicurezza; quindi gli utilizzi non saranno uno né ci sarà una sola organizzazione. L’organizzazione sarà multipla, sarà chiaramente distribuita sul territorio. Io mi riferivo al fatto che, siccome c’era stata una formale richiesta da parte del Governo italiano – a quell’epoca firmata da Prodi, poi ripetuta da D’Alema – per avere la collocazione dell’Agenzia in senso lato in Italia, questa non ha rispondenza agli atti però circola, cioè negli ambienti c’è questa… E poi è chiaro che sono d’accordo con l’on. Giovine: andrà a finire dove c’è la competenza perché al di là di richiedere di avere una collocazione o un sito quello che conta è la competenza. Quindi, chi avrà più possibilità di far valere le proprie competenze avrà queste responsabilità, questo è indubbio.

Franco Marconicchio - Responsabile telecomunicazioni e navigazione dell’ASI
Sì, io ringrazio l’amico Malerba per l’intervento perché ovviamente lui, essendo stato parte della decisione, mi ha dato una visione che debbo dire un tantino diversa da quella che i funzionari della Commissione e i documenti operativi scritti hanno poi tradotto nelle carte sulle quali noi lavoriamo. Dico questo perché una delle differenziazioni della posizione italiana rispetto ad altre posizioni è stata proprio quella di inserire tutte le volte il concetto forte ancorché riagganciandosi proprio alla decisione ove è scritta, del Parlamento, in cui si dice, si parla esplicitamente della collaborazione con gli Stati Uniti. Noi abbiamo, come delegazione italiana, sempre portato avanti la necessità di una collaborazione per ragioni che adesso qui sono evidenti, ma potrebbero essere bene illustrate, e non di opposizione con gli Stati Uniti. Però fa parte dei problemi più generali di cui ho fatto cenno prima, quando ho detto che non tutti tirano dalla stessa parte nel condominio Europa. Grazie.
Up