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IL PROGETTO GALILEO, SFIDA MULTIDISCIPLINARE
Paolo Nespoli - Astronauta, European Space Agency
Innanzitutto, devo dire che il mio lavoro di tutti i giorni ha poco a che vedere con il sistema Galileo. In effetti ho scoperto anch’io questo sistema per imparare a venire qua e sostituire l’ing. Rodotà, che è il direttore generale dell’Agenzia spaziale europea, che non ha potuto venire e che è a Parigi a preparare la conferenza ministeriale nella quale si parlerà appunto di tutti questi progetti e anche, in particolare, di Galileo. Quindi vi porto i saluti dell’ing. Rodotà. Starò molto ad alto livello in questa presentazione perché l’ing. Viriglio ha una bellissima presentazione dettagliatissima. Quindi lascerò a lui come tecnico il compito di spiegare la parte tecnica. In effetti, per parlare di Galileo bisogna parlare un attimino del progetto Egnos, che è questo satellite per il Gps Glonas. Essenzialmente, abbiamo fatto uno studio del sistema Gps Glonas e si è visto che occorre fare una certa serie di attività supplementari perché questo sistema, questi sistemi possano essere utilizzati efficacemente, efficientemente in Europa per le applicazioni civili, essendo entrambi questi sistemi stati costruiti dai militari che gentilmente ce li fanno usare. In effetti, questo progetto, che oramai è funzionante, è finito, è una cooperazione tra l’Eurocontrol, cioè il sistema che controlla la gestione del traffico aereo in Europa e quindi il sistema di Egnos è usato o verrà usato per gestire il traffico aereo, la Commissione europea e l’Agenzia spaziale europea. Una volta completato questo sistema si è pensato di passare ad un sistema completamente indipendente, cioè che non dipendesse dalla costellazione Gps Glonas. Ed ecco che è nato Galileo per un’iniziativa nuova, europea, studiata, pensata, costruita e gestita dall’Europa per una sistema civile in grado di provedere a dei sistemi di navigazione e anche di altre categorie di servizio, che vedremo poi nel dettaglio. Questo sistema è importante perché è una cooperazione tra un’Agenzia spaziale europea e la Comunità europea. Tra l’altro c’è da notare che l’Agenzia spaziale europea copre anche delle nazioni che non fanno parte della Comunità europea. Per esempio la Svizzera, che fa parte dell’Esa, non è parte della Comunità europea. Quindi non c’è una copertura tra Esa e Comunità europea che è perfetta. Si cerca però di utilizzare l’Esa, la Comunità europea sta cercando di utilizzare l’Esa per fare in modo che l’Esa sia il punto di riferimento per tutte le operazioni spaziali, le attività spaziali in Europa. Va bene, questi sono i dettagli dell’accordo, non sono molto importanti. Poi, anche questi li vedremo più avanti. Uno dei punti importanti è che è previsto che il costo del programma sia tre, quattro miliardi di euro. Essenzialmente un costo non indifferente per l’Europa. In questa fase si sta discutendo un pochettino come fare a trovare questi soldi, chi li pagherà, come li pagheranno. Ma è importante capire che è previsto che per ognuno di questi miliari di euro che saranno investiti ci sia una ricaduta pari a uno a dieci. O meglio, investiremo tre-quattro miliardi di euro ed è previsto che ci sarà una ricaduta di circa 50 miliardi di euro. E questo è un pochettino il modo di utilizzare i fondi comuni, i fondi del contribuente, insomma. L’ultima slide che ho qua fa vedere un pochettino il calendario. Siamo a ottobre del 2001, tutte queste varie fasi sono state fatte. C’è questa, importantissima, che è la conferenza ministeriale dell’Esa che si terrà a novembre di quest’anno, cioè il mese prossimo. In questa conferenza ministeriale dovrà essere deciso se l’Esa andrà avanti con questo sistema, ed è un fatto molto importante. Perché se non ci sarà questa decisione, questo commitment dei vari ministri in questa conferenza ministeriale il progetto sicuramente ne soffrirà delle conseguenze abbastanza pesanti. E’ previsto che il sistema sarà operativo per il 2008. E questo è tutto quello che ho da dire dal punto di vista ad alto livello.
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