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TELEPORTI E TELECOMUNICAZIONI PLANETARIE
Arduino Patacchini - Direttore dipartimento multimedia Eutelsat
Cercherò, in poco tempo, di darvi un po’ il punto di vista di Eutelsat e qual è la situazione, la nostra percezione del mercato e dello sviluppo del mercato. Prima cosa, qual è stata l’evoluzione del business negli ultimi anni: questa slides vi dà un’idea di qual è l’evoluzione in termini di capacità per Eutelsat, quindi, un fattore 3 per l’aumento di capacità e 2,5 per l’aumento di fatturato negli ultimi cinque anni. Questo prova che il business satellitare è un business, per il momento, sano e che offre ottime prospettive. Quali sono le linee di epansione di Eutelsat? Non si può restare confinati ai servizi presenti e i satelliti diventano una commodity, quindi bisogna fare qualcosa in più. Essenzialmente sono tre linee: l’espansione geografica, l’espansione verso servizi a valore aggiunto e l’espansione tecnologica. L’espansione geografica significa andare al di fuori dell’Europa – noi siamo già al di fuori dell’Europa, ma andare ancora più in là – i servizi a valore aggiunto ne parlerò in un attimo e espansione tecnologica credo che fa un po’ seguito anche a quello che è stato detto dal dottor Marconicchio: andare verso sistemi più intelligenti con più intelligenza a bordo per semplificare l’intelligenza a terra. L’altra cosa interessante è di vedere l’evoluzione della capacità: nel ’99, il 75% della capacità su Web è stato utilizzato per televisione, quindi la TV Broadcast è il mercato principale; nel 2001 sarà circa il 56%. E’ chiaro che la televisione resta sempre il mercato portante, ma c’è un interesse crescente, fortemente crescente, per servizi più legati all’IP e all’Internet. Quali sono le tendenze di mercato? Questa slides vi dà un’idea della tendenza di mercato, in termini di sviluppo nelle varie regioni mondiali, in termini di capacità, in transponders. Ci sono oltre 210 satelliti in orbita di telecomunicazioni civili e, in tutti i Paesi, c’è stato un forte sviluppo in particolare in Europa, naturalmente, in Nordamerica e nella regione dell’Asia. Ma cosa ci possiamo aspettare per la domanda in futuro? Ecco, qui si vede che dal ’96 al 2000 la domanda è andata sempre crescendo di capacità, ma le Forecast sono che se la domanda può crescere, non crescerà agli stessi livelli di quello che è successo negli ultimi cinque anni. In particolare, c’è una flessione di quella che è la base di mercato che riguarda servizi tradizionali di voce e data trasmission dovuta, naturalmente all’arrivo delle fibre mentre c’è un aumento crescente di quello che sono servizi IP ed Internet. La televisione anche ha una tendenza ad aumentare, ma non nei valori che sono stati visti negli anni precedenti. Si deve, quindi, entrare in una categoria, come dicevo, che va un po’ al di là della semplice fornitura di capacità. In particolare, i servizi a valore aggiunto che vanno dalle reti di distribuzione multicast – in questo quadro noi abbiamo i nostri programmi come vedremo tra un attimo con OPEN Sky – reti a larga banda, per dare accesso alle piccole imprese, e applicazioni e servizi nell’area dell’aggregazione dei contenuti, del lofting e, in particolare, delle applicazioni bidirezionali via satellite. Tecnologicamente, quindi, il primo passo che noi abbiamo fatto è di creare l’OPEN Sky che non è altro che l’identificazione di un servizio DVB-IP. OPEN Sky, ci tengo a dirlo, non è un servizio proprio di Eutelsat. E’ un po’ come Hot Bird, è l’identificazione di certe caratteristiche di una posizione orbitale che permettono di creare una community di utenti che può beneficiare di servizi multimediali. Ci sono già diverse piattaforme OPEN Sky: a parte quella di Eutelsat a Parigi, ce n’è una a Roma che è stata fatta da Telespazio; ce n’è un'altra in Inghilterra. Quindi è un piano che vuole vedere crescere un certo numero di piattaforme per offrire una molteplicità di servizi agli utenti. Naturalmente l’evoluzione è verso servizi bidirezionali via satellite. OPEN Sky ha ancora bisogno di una linea telefonica per il ritorno e questo viene fatto sia semplificando la vita per le reti V-SAT, e questo è una tappa importante per il servizio a valore aggiunto, dare la banda larga con delle reti completamente gestite da Eutelsat ovunque e in particolare sul me rcato emergente adesso che sono le grosse navi da crociera che non avevano mai avuto finora dei servizi a banda larga. Andate al nostro stand e vedete qualche dimostrazione fatta dalla Fast Ferries, dove è imbarcato un terminale V-SAT. Il passo successivo del V-SAT è DDBRCS. Credo che se ne parli parecchio e di DDBRCS è la volgarizzazione del terminale V-SAT. Terminale sempre a destinazione professionale, con costi che sono ancora dell’ordine dei 2-3.000 dollari, ma che permette delle velocità di upload che sono estremamente alte paragonate a quello che è disponibile anche sulle reti terrestri più avanzate. Sono completamente indipendenti dalla rete terrestre e DDBRCS è uno standard e questo dovrebbe permettere un calo dei prezzi in breve termine. Cosa si deve fare, dal punto di vista del satellite, per permettere a questi servizi di svilupparsi sempre di più? Il dottor Marconicchio ha parlato della banda Ka. Noi siamo dei sostenitori della banda Ka. OPEN Sky imbarcherà la banda Ka, quindi sarà un on board processor. Praticamente in forma semplice, ma che permetterà di fare servizi con terminali molto piccoli a terra e servizi di micropush e microtelevisione e l’E-Bird è invece un satellite che ancora lavora in banda Ku, ma che sarà ottimizzato per i servizi bid irezionali via satellite. Sarà ottimizzato come? Con trasponder ad alta densità di potenza per i phone link zeppo di utenti e trasponder a larga banda e bassa densità di potenza per il ritorno. Questo permetterà di ottimizzare i costi del segmento spaziale e quindi offrire servizi estremamente competitivi per il bidirezionale via satellite. L’ultima informazione è un po’… un’ulteriore espansione geografica. Per Eutelsat è estremamente importante – penso anche per altri operatori satellitari – l’espansione geografica. L’anno scorso, prima della fusione di due nostri concorrenti, Eutelsat era il terzo operatore mondiale in termini di flotta. L’espansione geografica si misura come? Da un lato aprendo nuove posizioni orbitali – Atlantiber 2 è stata appena lanciato 8° ovest e sarà seguita da Atb 2 a 12,5° ovest, per fare l’espansione in Nord e Sud America; sull’Africa con il W3A che sarà lanciato fra un anno e W4 che già serve tutta l’Africa sub sahariana; all’Asia, con Seasat e qualche altro progetto in corso – o anche cominciando a investire e a partecipare in altri consorzi satellitari, e l’ultimo è la partecipazione in Ispasat per noi, dove Eutelsat è intervenuta con circa il 20% dell’azionariato. L’obiettivo di Ispasat è di rafforzare Eutelsat sul mercato trans-Atlantico, di creare nuovi business specialmente nel Sudamerica, e un nuovo progetto con una joint venture per un satellite dedicato esclusivamente a servire l’America, in particolare l’America del Sud, in una nuova posizione orbitale. Questa è un po’ la copertura geografica di Eutelsat, come vedete insieme ad Ispasat. Come vedete, comincia a mancare molto poco del mondo, praticamente l’Australia – non so se è nei prossimi passi – ma questo permette in pratica di servire quasi tutte le terre emerse, a partire dall’Europa. In conclusione, cos’è che noi pensiamo sia il driver per i nuovi business per società come Eutelsat? Continuare l’espansione geografica, l’integrazione dei servizi, l’innovazione tecnologica e con un target che è abbastanza ambizioso per noi, ma che è di continuare ad avere un tasso di crescita tra il 10 ed il 15 per cento, un EBDA sopra il 60 per cento e un piano di investimento di circa 1,5 miliardi di euro nei prossimi tre anni per i nuovi programmi.
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