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TELEPORTI E TELECOMUNICAZIONI PLANETARIE
Salvatore Pinto - Amministratore Delegato Telespazio
Nel preparare lo speech sui teleporti – dato che il teleporto è poi un tema che introduce tantissimi altri temi è sempre complicato. Allora piuttosto che parlarvi di cifre o parlarvi di numeri e persone: cominciamo a farlo vedere cos’è un teleporto, proprio fisicamente. Ecco, il Fucino è un teleporto; è uno dei più grandi teleporti che c’è al mondo. Cosa si fa al Fucino? Perché poi il teleporto è un concetto dinamico, non è un concetto statico, perché evolve secondo quello che sono le esigenze delle telecomunicazioni. E le telecomunicazioni, significano connettività, significano la società dell’informazione, significheranno il broadband e i contenuti che viaggiano su questa rete. I contenuti televisivi,e quant’altro; hanno un impatto nella vita di tutti i cittadini e questo comporterà un modello dell’organizzazione della vita di tutti noi diverso. Ecco, il Fucino credo che sia un orgoglio nazionale perché è davvero uno degli asset più importanti che questo Paese ha. Il Fucino è l’area dove, tra l’altro, noi stiamo investendo in conoscenza. Perché, se è vero che un teleporto è un’area dinamica che si evolve, uno degli asset fondamentali è la conoscenza. Conoscenza significa investire sulle persone, sugli ingegneri, e quindi colgo quest’occasione per annunciare il primo master sullo spazio, che sarà proprio aperto al per rispondere alle esigenze dello sviluppo dello spazio. E, scusate, visto che ieri in un consesso internazionale, si parlava di competition tra Stati Uniti, Europa e quant’altro, io ritengo che alcune battaglie con il modello americano, ma globale e planetario, sia molto difficile pensare di combatterle se non nella logica dei servizi, nella logica delle conoscenze, nella logica delle applicazioni. E’ una battaglia tutta aperta e credo che in Italia questo è l’asset su cui dobbiamo investire, questo è l’asset su cui dobbiamo sviluppare la nostra politica industriale.
Qual è l’area di copertura che abbiamo già oggi? Praticamente tutto il globo. Quindi noi già siamo in grado di rispondere a quella che è un’esigenza di avere i teleporti e di averli su scala planetaria. Due parole su Telespazio, non tanto di numeri, ma di asset. Cosa fa e dov’è presente. E’ presente un po’ in tutto il mondo. Telespazio è posseduta, come sapete, al cento per cento da Telecom Italia e nella sua storia, che non coincide la storia del Paese nello spazio, ha investito, come anche gli altri Telecom operator, in tutti i grandi consorzi satellitari. Eutelsat è il nostro maggiore investimento. Abbiamo una quota importante in Eutelsat e abbiamo quote importanti anche in Inmarsat, New Sky Satellite. E abbiamo, come Telespazio, oggi, un importante investimento, che è un po’ il futuro, che è AstroLink, su cui poi tornerò, è il primo sistema programma satellitare, che sarà operativo già dal 2003 e su cui noi puntiamo molto.
Torniamo indietro un attimo sulle attività internazionali. Se parliamo di teleporti, parliamo di scenari non solo nazionali, ma globali. Noi siamo presenti in quasi tutti i paesi. Ma dobbiamo pensare ai mercati su cui focalizzare la nostra crescita. E i mercati di sbocco naturale, se è vero che parliamo di una società dell’informazione, di trasporto dell’informazione, che si apre al broadband, il nostro naturale sbocco è l’area del Mediterraneo ed è evidente che l’Italia è un paese che si colloca in prima linea su quest’area. E allora la società dell’informazione, significa far passare i segnali televisivi, significa aprirsi al broadband. Capite dunque, perchè la piattaforma mediterranea è fondamentale per questo tipo di sviluppo. L’altra area di sbocco è il Sud America. Non è un caso che abbiamo due subsidiaries, una in Brasile e l’altra in Argentina, dove opereremo sempre in questa logica di avere delle possibilità di interagire, integrare tutte le informazioni, e quindi tornare nuovamente ad un concetto che è quello di teleporto. Cominciamo a vedere delle aree specifiche, e quindi cosa si fa in questi siti, in questi centri spaziali. C’è un’attività di telecomunicazioni e le telecomunicazioni hanno le loro evoluzioni. C’è un’attività legata alla televisione, quindi al segnale televisivo che passa. C’è un’attività di trunking internazionale, cioè di flussi di informazioni che passano da operatore ad operatore, da regione a regione, da continente a continente. E c’è tutto il discorso, attuale, di questo momento, che è il discorso delle V-Sat, che è quello che oggi è operativo per le reti private, per le reti pubbliche, ma nel prossimo futuro ci sarà un discorso di broadband. Chiaramente è importante e fondamentale, per chi opera in questo settore, garantire un servizio al cliente e quindi tutte le attività che sono proprie dell’assistenza, che devono essere operative, 24 ore su 24. Allora capite che questi diventano dei veri e propri centri di produzione, centri di produzione in cui si può mettere a fattore comune la conoscenza. Ma diamo alcuni flash su quello che significa links di telecomunicazione, quindi l’integrazione con i network terrestri, i link internazionali e quelli domestici e poi dai network privati fino a quelli orientati direttamente ai clienti. Noi oggi operiamo non solo sul Fucino, ma anche al Lario e a Scanzano e a Matera, dove invece lavoriamo per il centro di geodesia, per di osservazione della Terra oggi sono operative trenta interconnessioni, trenta paesi connessi, sessanta al Fucino, 15 a Scanzano. E questo anche sui consorzi satellitari qui avete un esempio di cosa significa e quali sono i link con Intelsat, con Immarsat ed Eutelsat.
Ma vediamo quello che per noi rappresenta l’evoluzione e il futuro. Solo due flash su cui vorrei tornare. Parliamo di broadband. Si parla tanto oggi di broadband, dove il vero problema non è tanto la connettività, ma i contenuti. Finché non ci saranno dei contenuti, potremmo garantire tutta la connettività che vogliamo e il broadband non decollerà. La mia vision è che probabilmente ci sarà, arriverà con un anno di ritardo, ma il trend sarà esplosivo. Perché tutti noi avremo la necessità di connetterci in questo modo, di scambiarci informazioni. E tenete presente che siamo appena all’inizio della rivoluzione perché non ancora è stata utilizzata la information communication technology all’interno delle industrie. Questo significa che l’aumento di produttività che le nuove tecnologie consentiranno di dare ancora non è stato sfruttato dal modello economico. Vi faccio un esempio per farvi capire: le industrie del prossimo futuro non saranno più delle entità fisiche, ma delle entità virtuali, dove la gente potrà lavorare ovunque perché sarà connessa; i magazzini, e quindi la possibilità di acquistare la merce, sarà in rete: quello che si chiama supply channel model. L’informazione, la formazione e l’entertainment gioverà a questi grandi sistemi. Questo significherà un aumento della produttività, una riduzione dei costi, un miglior utilizzo delle materie prime e quindi, di conseguenza, un miglioramento di tutto il sistema economico che si ripagherà questi investimenti e che risponderanno alle tre principali esigenze, che sarà quello di interattività – la tv diventerà probabilmente interattiva e sarà il modello su cui ci arriverà anche Internet –, sarà mobile – e quindi quello che sentite dell’ UMTS, che poi arriverà, a parte i problemi economici del momento – e quelle che sono le normali reti in fibra ottica, dove il satellite, ovviamente, sarà connesso all’interno di questo sistema o in maniera totale o in maniera parziale, dipenderà dalla capacità di offrire costi e servizi perché al cliente, sostanzialmente, interessa poco sapere se una cosa gli arriva dalla fibra o dal satellite: gli interessa sapere che servizio avrà e a quale prezzo lo pagherà. Quindi è chiaro che l’organizzazione di tutto il modello satellitare, e ancora una volta dei teleporti deve obbedire a queste esigenze di mercato. Ed è un po’ il problema del mondo satellitare, che è quello di mettere il cliente al centro delle sue preoccupazioni e non tanto la tecnologia che invece è un fine con cui arrivare al cliente. Quindi, questo ancora per farvi capire più o meno i numeri che ci sono dietro quest’evoluzione; quindi per farvi capire il modello evolutivo su cui i teleporti andranno. Oggi cosa c’è ? Già oggi, tanto per dare poi un’esigenza di volume, cosa facciamo in questi teleporti e sempre parlando di telecomunicazioni. Beh! Delle V-sat ne abbiamo parlato e consentono di connettere le aziende e di fare delle connessioni tra regioni; si può trasportare voce e dati ed è facilissimo: si riesce in tempi rapidi, ad implementare una rete. Ci sono delle applicazioni ben specifiche. Parlavo prima del trunking, dell’Internet Access, di business tv, di sistemi di emergenza. Ma qua dietro ci sono dei clienti, qua dietro ci sono tantissimi clienti che oggi usano le reti satellitari. Sto parlando di grandi aziende industriali, sto parlando dei sistemi di protezione, quindi parlo della Protezione Civile, della Polizia, del Ministero della Difesa, della Fiat, parlo di tantissimi grandi clienti. Ma parlo anche di banche, che usano questi sistemi, per connettersi e per avere il loro network privato. Parlo anche di disaster recovery, perché è ovvio che il satellite e queste reti si prestano benissimo per tutta la parte disaster recovery. Più il mondo andrà verso un modello interconnesso, un modello di alta tecnologia, dove il dato diventa fondamentale, e allora nella vita dei cittadini sarà come l’acqua: tutti noi, a casa, anche se non abbiamo sete, vogliamo sapere che se apro il rubinetto l’acqua scorre. E’ forte quindi questa esigenza di avere sempre e comunque il servizio, perché diventa una parte integrante della nostra vita. E questo giusto per dare un flash, per far capire perché le cose che diciamo sono credibili, perché uno deve avere la credibilità dietro alle parole che dice, che viene dalla storia, dalla capacità, dal saper fare. Ecco, noi sono 15 anni che operiamo in questo settore ed abbiamo più di 7.000 V-SAT in giro per il mondo. Le V-SAT hanno un trend che comunque continuerà e quindi questo consentirà opportunità di business per chi fa teleporti, perché è poi ovvio che essendo un’azienda, l’attenzione al P&L (Profit & Loss), è fondamentale per chi fa industria. Nel ciclo produttivo di quella che può essere intesa in qualunque teleporto, una vera e propria filiera di produzione, il concetto che il cliente possa sempre accedere alle sue informazioni, che la sua rete venga gestita correttamente, che ci sia un concetto di full tollerance intrinseco è fondamentale. Siamo arrivati alla fine, ma volevo solo parlare un po’ di futuro, per farvi capire il perché abbiamo investito in Astrolink, parlando del sistema, di quello che vediamo nel broadband, in quello che vediamo la nostra evoluzione. Due flash. Nel 2003 partirà questo sistema. Coprirà il mondo e ogni satellite, è una vera e propria centrale di commutazione con 6 Gigabyte per secondo disponibili. Si può avere la banda, si può pagare per quello che si utilizza, quindi sistemi di billing molto evoluti e capite che si possono avere flessibilità sulle reti inaudite, perché si può andare da utente a utente, reti che possono essere configurate, dove ogni punto della rete può diventare il centro della rete e quindi si adatta perfettamente al cliente. Tutto questo, ovviamente, tutta la filiera produttiva seguirà i terminali che verranno e tutto quello che sarà. Riteniamo che questo sia un po’ il futuro ed è legato a questo trend di mercato. Ultimo flash, per rimanere nei tempi, è quello che non basta il teleporto, non basta avere i satelliti, non basta tutto: bisogna arrivare anche al cliente. Ed è il motivo per cui abbiamo investito anche nel software finale: quello di lanciare la piattaforma Evolv-e che abbiamo annunciato ieri e che credo porti Telespazio sempre più a diventare un’azienda sul mercato è orientata al cliente, per servire meglio il cliente e all’interno di un ciclo produttivo con gli altri grandi partner che operano in Italia nei diversi concetti del satellitare.
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