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| IL
PROGETTO GALILEO, SFIDA MULTIDISCIPLINARE |
Giuseppe
Viriglio - Amministratore Delegato, Alenia
Spazio S.p.A. Buongiorno, grazie. Io ho preparato una
presentazione che tocca un po’ i vari punti. Cercherò di
concentrarmi su quello che oggi è probabilmente più
importante. Nel mondo oggi sappiamo esistono due sistemi, uno
è il Gps, che è completamente operativo, è una costellazione
di 24 satelliti, ha un uso però esclusivamente militare e
l’uso civile molto secondario, cioè libero ma molto
secondario. C’è un’altra costellazione, che è Glonas, aveva 24
satelliti, ne ha ancora 13 operativi ma sta gradatamente
perdendo operatività. Infatti, già oggi non riesce a garantire
quelli che erano i presupposti iniziali. I presupposti
iniziali che poi, tra l’altro, erano persino migliori di
quello che ha poi dato il Gps. Ora, in questa situazione, come
ha detto prima il rappresentante dell’Esa, si è iniziato un
discorso nel ’99 di progettazione di una costellazione. Quando
noi siamo partiti alla definizione del programma globale, i
principi guida che sono stati trasmessi a noi dall’Esa, dalla
Comunità europea sono state queste. Prima di tutto Galileo
deve essere complementare col Gps e interoperabile. Deve
essere ind ipendente dal Gps, il controllo del sistema deve
essere comunque in mano a delle autorità civili e deve essere
aperto a collaborazioni internazionali, quindi a paesi terzi
che potevano essere non gli Stati Uniti. E doveva avere una
copertura globale per fornire un servizio globale nel mondo.
L’ultimo punto era che l’integrità del servizio, quindi la
garanzia del servizio doveva essere fornito sia su base
nazionale che regionale, compreso anche la verifica. Tutti
questi principi sono totalmente diversi da quelli che hanno
ispirato la nascita del Gps perché, se voi vi ricordate, il
Gps era nato per fornire esclusivamente un servizio di guida
ai missili balistici che partivano dagli Stati Uniti e
andavano a colpire la Russia e viceversa il Glonas doveva
servire a guidare i missili russi che partivano dalla Russia e
andavano sugli Stati Uniti. Quindi le aree di preferenza erano
le aree che erano battute da questi missili intercontinentali.
Per questo, nessuno si deve stupire che il Gps da solo abbia
un livello di integrità, cioè con un’accuratezza garantita per
il 95 per cento del tempo che è di 25 metri. E la
disponibilità a quattro metri di accuratezza come
posizionamento è garantita solo per il dieci per cento del
tempo. Il terzo punto, che è estremamente importante, è che
non c’è nessuna garanzia né sicurezza del dato che viene
fornito. In altre parole, chiunque di noi può usare il Gps,
anche gratuitamente, però se ha un incidente non può chiedere,
essere garantito da nessuna assicurazione perché il Gps non ha
copertura, cioè non viene garantito. Inoltre, l’altro sistema
che esiste, il Glonas, è incompatibile col Gps per cui,
praticamente, se si vuole fare un discorso che abbia un
incremento delle capacità tecnologiche l’unica possibilità è
di sviluppare Galileo. Qui sono riassunti i punti che dicevo
prima, cioè col Gps da solo si riesce a coprire circa il 55
per cento delle aree urbane, Gps e Galileo possono portare
alla copertura del 95 per cento delle aree urbane. Dopodiché
il Galileo fornisce la garanzia del servizio e la
certificazione del servizio. E’ completamente un nuovo mondo
rispetto al Gps. Io non mi stanco di ripeterlo, specialmente
per quei signori che continuano a chiermi perché facciamo un
Galileo quando abbiamo già un Gps, è che le due cose sono
diverse. Infatti, il Galileo darà quattro tipi di servizio. Un
servizio che noi chiamiamo Open Access Service, che è simile
al Gps, sarà totalmente gratuito. Cioè non ci metteremo a fare
competizione col Gps fornendo a pagamento qualcosa che il Gps
fornisce gratis. Infatti, non siamo a quel livello. Infatti,
L’Open Access Service sarà disponibile a tutti gratuitamente.
Però ci sono tre altri tipi di servizio e ciascuno di questi
verrà venduto sulla base dell’accuratezza che sarà richiesta.
Un altro punto importante che interessa molto e se ne è
dibattuto ampiamente, Galileo considererà anche il servizio di
comunicazione, mentre invece Gps è solo un servizio di
posizionamenti mentre Galileo avrà in uno dei suoi punti di
forza le comunicazioni. Cioè sarà in grado di non solo
trasmettere in maniera passiva un segnale, ma anche di
ricevere e ritrasmettere. Non voglio dire che quello che è
successo negli Stati Uniti sarebbe stato diverso. Con il
Galileo sicuramente avrebbe avuto, con il sistema di
comunicazione, un altro sviluppo. Va bene. Il programma è
stato definito per quanto riguarda i tempi. Volevo
incominciare a sottolineare gli aspetti critici. Uno degli
aspetti critici è la locazione delle frequenze. Oggi, tra Gps
e Glonas, hanno coperto la quasi totalità delle frequenze che
servono per l’effettuazione dei servizi. Infatti, all’ultima
conferenza del 2000 a Istanbul, con estrema decisione ma anche
con grande impegno, la Comunità europea e l’Esa sono riusciti
a strappare a quelle allocazioni di frequenza che lì vedete
divise tra Gps e Glonas, una parte da dare a Galileo per uno
spazio molto ristretto e un’altra parte nella banda estrema.
Cioè, Galileo si collocherà agli estremi delle due bande di
frequenza, così come avrà una venti megahertz di banda in
banda C. Non voglio essere né entrare nel problema tecnico.
Volevo solo dire che uno dei problemi che noi dovremmo
affrontare non è solo quello tecnico ma anche un problema
procedurale. E credo che là si toccherà, alla fine, anche
questo aspetto che è estremamente importante, oltre quello
tecnico che noi dobbiamo seguire. Ho già detto prima che
l’importanza della costellazione è quella di garant ire una
disseminazione del dato e una sicurezza del dato. E quindi
come si pone una costellazione è estremamente importante.
Sentirete, probabilmente in futuro, qualcuno che dirà perché
non si fa di dodici satelliti, di trenta satelliti. Ora, noi
siamo arrivati alla considerazione che la costellazione di
trenta satelliti è quella che oggi garantisce la più alta
copertura del globo. Io ho portato solo due esempi banali di
quella che è l’accuratezza orizzontale nel caso in cui abbiamo
27 satelliti operativi più tre di riserva, e nel caso in cui
abbiamo 30 satelliti operativi. Voi vedete come le zone del
modo che hanno un’accuratezza di 18 metri siano abbastanza
larghe, coprono ad esempio la zona del Nord Europa. La zona
della Germania non potrebbe avere l’accuratezza dei quattro
metri. Mentre invece questa è essenziale se vogliamo avere il
mercato del Nord Europa. E quindi dobbiamo andare su trenta
satelliti. La stessa cosa succede per l’accuratezza verticale.
Nel caso di 27 più tre o nel caso di trenta. Quindi, il
discorso della definizione della costellazione è estremamente
importante e deve essere fatto non dalle industrie in una
maniera stand alone ma è chiaro che deve essere fatto tenendo
conto di quelle che saranno le esigenze del mercato e quelle
che saranno le esigenze dei paesi. Il Galileo non è solo un
problema infrastrutturale di satelliti, è un problema
specialmente di ground. Questa è l’architettura
dell’infrastruttura di terra. Non mi dilungo, avrebbero potuto
dilungarsi i nostri amici di Telespazio molto meglio di me.
Però, voglio solo sottolineare che, così come è importante la
parte satellitare altrettanto importante è la parte di
controllo dell’infrastruttura. Questo è uno schema che fa
vedere i vari blocchi in cui verrà diviso tutto il controllo
della costellazione che vanno dalla garanzia dell’integrazione
del dato, che vanno al controllo della costellazione, che
vanno al sistema di telecometria, telecomando e così via. Così
come non chiedo di entrare in questo specifico dettaglio ma è
un tipico schema a blocchi che fa vedere quanto e come sarà
difficile la gestione di tutta questa costellazione. Il
segmento spazio, che è quello di più specifica pertinenza di
Alenia, avrà una costellazione, come già detto, di trenta
satelliti, una durata operativa di 15 anni. Saranno
posizionati a 24 mila chilometri e avranno la possibilità di
usufruire, specialmente per le comunicazioni, di un satellite
Geo posizionato sull’Europa. Le dimensioni di questi satelliti
sono seicento chili di massa e un Kilowatt di potenza per i
satelliti Meo, leggermente superiore per quelli Geo. La
dimensione del satellite sarà di questo tipo. Non sono mai
molto belli i satelliti, insomma, sono sempre degli scatolini.
Però questo dà un’idea che all’interno di questo satellite ci
sono tante innovazioni. Quest’antenna, quell’affarino piatto
che vedete sopra, è un’antenna… cioè voi siete abituati a
vedere l’antenna che è a forma di disco per poter indirizzare
le onde, qui ci sono più di 64 fasci d’onda la cui
determinazione del fascio è fatta usando una struttura
elettronica. Cioè la struttura del fascio è indirizzata in
maniera elettronica. Questo sostituisce, in altri termini, 64
antenne classiche. All’interno del satellite, vedete che
quell’area azzurrina sarà l’orologio atomico. Estremamente
importante perché il discorso della navigazione è stato
essenzialmente dalla misura del tempo e dal controllo delle
frequenze. L’orologio che sarà imbarcato su Galileo sarà un
orologio con una precisione di dieci alla meno sedici secondi.
Dieci alla meno sedici vuol dire un milione di miliardi di
secondo, una frazione di un milione di miliardi di secondo.
Abbiamo anche brevemente calcolato, quantificato quelli che
sono i benefici di un sistema di questo tipo. Sono stati fatti
da società esterne a noi, quindi non possono essere accusati
di partigianeria però si calcola che c’è, per quanto riguarda
i servizi pubblici come il 118, ci sarà una riduzione del
tempo di risposta di oltre il 50 per cento, con un incremento
di probabilità di sopravvivenza del 14 per cento in più. Una
riduzione del traffico del 35 per cento. Una riduzione, di
risparmio di carburante e di emissione di anidride carbonica
di oltre il 25 per cento. Se quantifichiamo tutti questi
discorsi vediamo che nell’arco temporale dal 2005 al 2023 si è
calcolato che in Europa ci sarà un ritorno di 122 beuro per
quanto riguarda gli equipaggiamenti e oltre 113 beuro per
quanto riguarda i servizi. Questo, ripeto, è uno studio non
nostro che, tra l’altro, dice che questo sistema porterà a un
incremento di oltre centomila unità produttive nuove. Galileo
sarà, alla fine, operato da una struttura molto complessa che
è ancora oggi in via di definizione. Però è chiaro che
l’operatore, così concepito adesso, sarà un operatore civile.
Questa è la struttura. Galileo operator sarà la struttura che
gestirà. E anche qui c’è una forte battaglia dell’Italia per
garantire la presenza dell’Agenzia della navigazione in
Italia. Poi ci sono dei desideri campanilistici di averla più
da una parte piuttosto che all’altra, però è chiaro che quello
che noi dobbiamo batterci per, è quello dei avere l’Agenzia di
Galileo in Italia. Io finisco ricordando che l’Alenia, e
concedetemi questa debolezza, l’Alenia oggi ha il precontratto
del Galileo e queste sono le aziende europee che lavorano con
noi nella fase di definizione. Grazie. |
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