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Milano, venerdì 26
settembre 2003, Excelsior Hotel Gallia
Il V Forum Italiano Aerospaziale ha affrontato la nuova prospettiva delle tecnologie duali, che si segnala in questi mesi come il punto di maggiore impatto dell'aerospazio, sia per la ricerca che per l'industria.
Dopo anni di cautele e di clamorosi scontri fra programmi di sviluppo civili ed esigenze di sicurezza militare (l'affare Boeing è ancora tutt'altro che chiuso) si comincia a delineare una collaborazione fra civile e militare non solo nel campo dei lanciatori - dove una certa collaborazione c'è sempre stata - ma anche nel satellitare per l'osservazione della Terra e in quello per il posizionamento, la radionavigazione e la misura del tempo.
Nel programma Galileo come nel programma GMES di monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza - i due maggiori programmi spaziali dell'UE e dell'ESA - gli europei sembrano voler rinunciare agli schematismi di un tempo, attenuando la rigidità di divisioni più ideologiche che tecnologiche, ereditate dalle sovranità degli stati nazionali e ben poco flessibili nell'epoca dell'integrazione paneuropea e della competizione dell'Unione Europea con gli Stati Uniti e la Cina.
Le Agenzie spaziali nazionali per prime si sono rese conto che il "libro bianco", la costituzione dell'Impresa Comune Galileo e il prossimo inizio della seconda fase del GMES hanno ormai determinato un punto di svolta irreversibile nella politica spaziale europea, alla vigilia dell'allargamento dell'UE a dieci nuovi paesi.
Le esigenze della sicurezza internazionale e interna si devono ora conciliare con l'esigenza di integrare radionavigazione e telecomunicazioni tradizionali, in un nuovo concetto di navigazione che include i sistemi satellitari e le reti di terra, il posizionamento e la mobilità.
Quanto all'esplorazione dell'universo, l'Agenzia spaziale europea punta, con il programma Aurora, a costruire una base abitata su Marte entro il 2030, mentre il 54° Congresso astronautico internazionale,
apertosi a Brema all'indomani del Forum di Milano, è stato dedicato alla ricerca di forme di vita sugli altri corpi celesti e alle missioni sulla Luna, su Marte e su altri pianeti del sistema solare.
Nel corso del Forum Italiano Aerospaziale 2003 c'è stato
infine infine il consueto spazio di discussione sullo stato della ricerca europea, con particolare attenzione al Sesto Programma Quadro dell'UE.
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